GAS.ALASCO
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giovedì 15 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
MAMME RICICLONE DELL'OGLIO PO !!!
PANNOLINI COMPOSTABILI risparmiando la natura si risparmia denaro
Perchè gli enti locali sostengono l'utilizzo dei pannolini compostabili?Perchè le aziende di smaltimento rifiuti li raccolgono in modo differenziato?
Perchè gli impianti di compostaggio li accettano?
Ogni anno si consumano, soltanto in Italia, circa 2 miliardi di pannolini, che hanno un’incidenza pari al 5-8%* sul totale della raccolta dei rifiuti. (fonte: CIC-Consorzio Italiano Compostatori)
Ogni bambino consuma in media 4-5 pannolini al giorno, che in termini di peso diventano 1,2 kg di immondizia giornaliera [(40 gr(peso medio pannolino)+ 200gr (rifiuti organici))x 5 cambi di pannolini], se moltiplichiamo questo dato per 365gg risulta che ciascun neonato produce 438 kg di rifiuti all’anno.
Pensate di moltiplicare questa cifra per il n.° di bambini residenti in Italia che appartengono alla fascia di età 0-3 anni (si calcola che i nuovi nati dall’inizio del 2009 alla fine del 2011 siano stati circa 1.500.000*; fonte: dati ISTAT) ed otterrete un risultato piuttosto imponente.
RIDUZIONE RIFIUTI INDIFFERENZIATI
Sulla base di questi dati consideriamo il problema dello smaltimento dei pannolini nelle discariche tradizionali, infatti, è stimato che un pannolino impieghi 500 anni per dissolversi in discarica. L’alternativa sarebbe quella di inviare l’imponente massa di pannolini ad inceneritori molto particolari, che bruciano i rifiuti ad altissime temperature con sistemi di filtraggio dei fumi e delle ceneri altamente tossiche, dei quali sono dotati pochissimi paesi europei.
I pannolini prodotti da W.I.P. SpA (WELLNESS INNOVATION PROJECT), grazie all’ottenimento del Certificato di compostabilità, possono essere assimilati alla frazione umida dei rifiuti. Questo comporterebbe una riduzione sostanziale dei rifiuti indifferenziati, a favore dell’aumento dei rifiuti organici, risolvendo il problema in termini di “qualità” dello smaltimento. Infatti, il compost ottenuto dalla biodegradazione dei biopolimeri, materiali di cui sono costituiti i pannolini Naturaè, è riconosciuto come “compost di qualità”, (Ammendante Compostato secondo il D.lgs. 75/2010), ovvero un fertilizzante a tutti gli effetti, impiegabile come possibile sostituto dei fertilizzanti chimici.
Un’altra importante constatazione da fare riguarda la progressiva applicazione dei livelli di Raccolta Differenziata individuati dalla normativa europea, si stima infatti che la frazione organica compostabile (somma del verde e dell’umido) raggiunga il 50% della RD nel 2020; ciò significa che l’obiettivo sarà quello di passare dalle attuali 2,5 milioni di tonnellate/anno ai 4,5 milioni di tonnellate/anno di frazione compostabile. (Fonte: Elaborazione CIC)
Pensiamo al contributo che potrebbero dare i pannolini compostabili al raggiungimento di questo traguardo!
RIDUZIONE COSTO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
Inoltre, il conferimento del pannolino nell’umido anziché nella frazione secca, comporterebbe una riduzione dei costi sociali di smaltimento; per gli enti locali si prospetterebbe la possibilità di ottenere un risparmio del 40%. Infatti, se lo smaltimento del rifiuto organico ha un costo che varia dai 50 agli 80€ per tonnellata, quello dei rifiuti indifferenziati va dai 130 ai 200€.
Chi smaltisce già i pannolini compostabili, come Publiambiente, azienda di Empoli che opera nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, sostiene che il potenziale risparmio settimanale per un Comune che decide di conferire i pannolini negli impianti di compostaggio (sistema raccolta+smaltimento) sarebbe di circa 13€ a nucleo familiare, ovvero 676€ in un anno per famiglia. Mentre, si stima che il risparmio annuale per una famiglia con 1 bambino potrebbe essere di circa 56€.
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2
Da sottolineare infine è il fatto che con i bio-pannolini si ottiene un risparmio per l’ambiente, in termini di riduzione delle emissioni di CO2, del 40%. Infatti è stato calcolato che la produzione di un pannolino Naturaè produce 0,089 kg di Co2 (GWP=global warming potential), rispetto agli 0,15 kg del pannolino convenzionale. (Fonte: *Ricerca LCA(life cycle assestment)–Un.La Bicocca Milano **Report DEFRA(dep.for environment food&rural affairs–UK2008))
La differenza di Co2 prodotta dal biopannolino rispetto a quello tradizionale è quindi di 0,061 kg.
Da questi dati si assume che, se ogni anno in Italia, vengono immessi in atmosfera 300milioni di kg di gas serra prodotti dai pannolini commerciali, con i pannolini compostabili sarebbe possibile ottenere una riduzione pari a 122 milioni di kg di CO2, (178 milioni di CO2 contro i 300milioni attuali).
RICONOSCIBILITA’ PRODOTTO
Con l'ottenimento del certificato di compostabilità dei pannolini Naturaè, WIP ha deciso di modificare la grafica esterna dei pannolini. La decisione trova la sua motivazione nella necessità di voler rendere riconoscibile tale caratteristica del prodotto, non solo ai consumatori ma anche agli operatori che vedranno arrivare i pannolini compostabili Naturaè presso il proprio impianto di compostaggio. Per questo sui pannolini verrà riportato il logo CIC che certifica la compostabilità del prodotto.
venerdì 9 marzo 2012
APPELLO DEL GASALASCO AI COMUNI VIRTUOSI DELL'OGLIO - PO
"Ogni giorno in Italia per mantenere all'asciutto i nostri figli si consumano ben 6 milioni di pannolini usa e getta, che in un anno significa 2,2 miliardi di pezzi. La domanda europea annuale raggiunge i 24 miliardi per coprire le esigenze di un piccolo esercito di circa 16 milioni di creature (fonte Edana). Composti per lo più di materiali inerti, non biodegradabili, derivati dal petrolio e nella maggior parte dei casi inviati dopo un uso di poche ore al massimo in discarica, i pannolini monouso inquinano pesantemente già dalla loro produzione. Solo per fabbricare i circa 5 mila pezzi che ogni nuovo nato utilizza nei primi tre anni di vita si consumano 8 mila litri d'acqua e circa 150 chili di cellulosa e si liberano nell'ambiente circa 160 kg di CO2 . Una volta finiti in discarica, questa mole di pannolini andrà a produrre quasi 300 chili di rifiuti, che impiegheranno 500 anni per decomporsi.
Ma il costo, oltre che ambientale, è anche economico. La scelta dei monouso tradizionali grava non poco sul bilancio delle famiglie: 5 mila pannolini equivalgono a una spesa che può oscillare tra i 1.250 e i 1.900 euro, a seconda del modello scelto, da moltiplicare ovviamente per il numero di figli.
La composizione degli usa e getta, fatti principalmente in plastica, è oggi fortemente discussa anche per i rischi che comporterebbe sulla salute dei bebé.
Secondo diverse ricerche, il loro rivestimento impermeabile crea all'interno del pannolino calore e umidità che favoriscono arrossamenti e irritazioni. E' anche per questo motivo che diversi genitori preferiscono eliminare da subito il pannolino a favore della più igienica mutandina educando i loro figli all'uso della vaschetta fin dai primissimi mesi di vita. Fermo restando che è buona regola non utilizzarlo a oltranza e che tra i 18 e i 24 mesi sarebbe meglio toglierlo, si possono fare scelte anche meno drastiche.
Le alternative sono essenzialmente due: i pannolini in versione lavabile oppure gli usa e getta fatti con materiali biodegradabili." Fonte http://www.viviconstile.org/consigli/bambini-e-pannolini
"Comuni Virtuosi" vecchi e nuovi vi aspettiamo !!!









