Orto Sinergico
venerdì 6 aprile 2012
giovedì 5 aprile 2012
SONO ARRIVATI I PANNOLINI COMPOSTABILI DELLA WIP!
CAMPIONI PER LE MAMME CHE LI VOGLIONO PROVARE E DA MOSTRARE NEL TOUR PRESSO I SINDACI DELL'OGLIO PO.
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 3 aprile 2012
SEMI DI SOSTENIBILITA': UN BEL PROGETTO DI ISTITUTO OIKOS
:
IL PROGETTO
Il progetto Semi di sostenibilità si basa sull'idea che una società più sostenibile dal punto di vista ambientale si può costruire anche attraverso le scelte consapevoli e le piccole azioni concrete dei cittadini.
Quello che mangiamo ha un forte impatto sull'ambiente: scegliere prodotti locali e di stagione significa agire in armonia con la natura, rispettando la biodiversità, limitando i trasporti e riducendo di conseguenza l'inquinamento e la produzione di rifiuti. Imparare a mangiare in modo sano e consapevole è uno strumento a disposizione di tutti per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile e un'orticoltura moderna, realizzata nel rispetto dei territori.
Il progetto, finanziato da Fondazione Cariplo e dalla Provincia di Varese e realizzato da Istituto Oikos in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, ha come territorio di riferimento la provincia di Varese e la zona 3 del Comune di Milano (Lambrate-Città Studi), dove si è scelto di sperimentare, in alcune scuole e famiglie, la pratica dell'orto come strategia concreta per migliorare la qualità dell'ambiente e per promuovere l'attenzione di istituzioni, scuole e cittadini sui temi del consumo critico.
Incentivando a coltivare un orto sul balcone e valorizzando le pratiche di filiera corta, il progetto vuole contribuire a modificare in un'ottica di sostenibilità gli attuali modelli di consumo di prodotti agroalimentari, creando una società più vicina alla terra e più consapevole dell'impatto che le azioni quotidiane hanno sull'ambiente circostante. Promuovendo comportamenti virtuosi, basati sull'utilizzo di prodotti locali, stagionali, di qualità, si possono ottenere vantaggi individuali e collettivi che permettono di affrontare positivamente e concretamente i gravi problemi ambientali globali.
I MATERIALI
Scarica tutti i materiali del progetto e contribuisci anche tu ad un futuro
più sostenibile.Il manuale - Coltivare un orto sul balcone
La mappa - Il sostenibile in Zona 3/fronte
La mappa - Il sostenibile in Zona 3/retro
ORTI DIDATTICI, URBANI, SOCIALI E TERAPEUTICI

IL GASALASCO, GRUPPO DI ACQUISTO OGLIO PO, ORGANIZZA “ORTI DIDATTICI, URBANI, SOCIALI E TERAPEUTICI” IN COLLABORAZIONE CON AZIENDE, ENTI PUBBLICI E SCUOLE CON LA FINALITA' DI DIFFONDERE NEL PROPIO TERRITORIO LA CULTURA DELL'AUTOPRODUZIONE DI CIBO VEGETALE SANO A KM ZERO ED ALLO STESSO TEMPO DI RICREARE QUEL SENSO DI COMUNITA' E COLLABORAZIONE TRA PERSONE, RICONETTENDO L'UOMO ALLA NATURA IN SENSO FISICO ED EMOTIVO.
QUESTA INIZIATIVA PERMETTE AI VARI ATTORI COINVOLTI DI COLLABORARE FACENDO RETE SUL TERRITORIO.
I SOCI PRIVATI DEL GASALASCO POTRANNO REALIZZARE NEL PROPRIO BALCONE/CORTILE UN ORTO URBANO.
LE SCUOLE PRIMARIE POTRANNO ORGANIZZARE CORSI DIDATTICI.
LE AZIENDE POTRANNO ORGANIZZARE ORTI-UFFICIO E ORTI IN FABBRICA
I NEGOZI ED I COMUNI POTRANNO ESPORRE VASI ORNAMENTALI PER L'ABBELLIMENTO DELLE VIE DEL CENTRO E LA RIORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI VERDI.
LE AZIENDE SANITARIE LOCALI POTRANNO ORGANIZZARE ORTI TERAPEITUCI PER IL RECUPERO DELLA SALUTE MENTALE
LE AZIENDE DEL TERRITORIO, FORTEMENTE IMPEGNATE IN ATTIVITA' ECO- SOSTENIBILI, FORNIRANNO IL MATERIALE ORGANICO ED INORGANICO NECESSARIO AL FINE DI SOSTENERE E PROMUOVERE L'OCCUPAZIONE LOCALE.
ATTUALMENTE LE AZIENDE COINVOLTE SONO:
La PALM SPA di Viadana (MN) da sempre impegnata nelle produzioni eco-sostenibili di pallet, che da qualche anno attraverso la Palm Design si occupa anche di creare prodotti di design e per la linea Orto e Giardino fornirà gli ORTOPALLET, contenitori di varie misure e forme, anche con ruote, da installare sui balconi, nei cortili e utilizzabili nei corsi presso le scuole.

L’Ortopallet e la linea Palm Design hanno le loro origini dagli scarti della produzione dei greenpallet, realizzati interamente con legname certificato PEFC/FSC proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile con garanzia di tracciabilità.
Quindi il prodotto è al 100% sostenibile, dalla sua progettazione alla realizzazione: utilizzo di energia rinnovabile durante il processo produttivo, l’impiego dell’LCA e dell’innovativo progetto di Carboon Footprint di filiera, in grado di rendicontare le emissioni di Co2 e l’etichetta ambientale AssoSCAI, un’innovativa forma di comunicazione ambientale che rendiconta l’intera filiera produttiva e crea un nuovo dialogo, trasparente e non fraintendibile, con il consumatore.
L’ortopallet è nato dall’idea di Palm di esprimere la necessità di imparare dalla natura e di focalizzare l’attenzione sull’educazione ambientale, sia nelle scuole, con cui sono state progettate numerose iniziative, sia con i cittadini responsabili.
Si vuole dare la possibilità a tutti i cittadini, anche a coloro che vivono in città, o in appartamento, di avere un orto a portata di mano e di riscoprire l’attenzione alla manualità., all'uso delle mani, ai gesti del lavoro, costruire da sè e consumare il proprio cibo, sano e pulito con la coscienza di essere parte di una filiera tracciabile e cerificata.
L’ortopallet è adatto per le colture di tutte le stagioni e può essere acquistato già montato oppure il consumatore può scoprirsi co-produttore e provare l’emozione di usare chiodi e martello per unire le varie parti dell’ortopallet e costruirsi l’orto in casa.
Per questo può essere un importante strumento formativo per i ragazzi delle scuole elementari e medie, ideale per realizzare laboratori ambientali e per avvicinare anche i più giovani all’importante tema della sostenibilità.
L’ortopallet dovrà essere riempito prima con uno strato di ciotolo drenante, indicativamente tra i 2 e i 6 cm di diametro, poi, per permettere al terriccio di compattarsi e non defluire in parte alle prime innaffiature dopo la sua collocazione nella cassa, potrebbe essere inserito uno strato drenante composto da pannolini biodegradabili e compostabili, tra la terra e il ciotolato. Quando questo materiale sarà degradato, la terra avrà preso forma e compattezza. La cassa dovrebbe quindi essere riempita con terriccio universale in quantità sufficiente a riempirlo fino ad un livello di 3 cm dal bordo, e piantumata con piante che non necessitino grandi profondità di penetrazione dalle radici, come ortaggi e fiori .
A breve inseriremo un'azienda Vivaistica... per terra, sementi e piantine.
Siamo in contatto con alcune realtà locali per realizzare un ORTO SCOLASTICO ed un ORTO TERAPEUTICO.
E IL GASALASCO VUOLE ADERIRE A:
Alcune definizioni utili
Con il termine “orto”, Campagna Amica si riferisce alle seguenti tipologie di esperienze:
Giardino condiviso (community garden o jardin partagé/collectif): coltivazione collettiva di un appezzamento di terra destinato alla produzione di fiori, frutta, ortaggi. Prevale la dimensione collettiva e partecipata.
Orto didattico: ha lo scopo di avvicinare i giovani alla conoscenza e al piacere del coltivare la terra. I ragazzi sono guidati nelle attività teoriche e pratiche sul terreno; generalmente ad ogni bambino viene data la possibilità di coltivare un pezzo di orto con metodi di agricoltura sostenibile (biologica o biodinamica), curarlo, seguirne la crescita nel corso dei mesi e raccoglierne gli ortaggi prodotti.
Orto sociale: area di proprietà comunale dedicata alle coltivazioni ortofrutticole e assegnate ai cittadini, generalmente in concessione gratuita, al fine di stimolare e agevolare l’impiego del tempo libero della popolazione in età pensionabile, in attività ricreative volte a favorire la socializzazione nonché la diffusione e la conservazione di pratiche sociali e formative tipiche della vita rurale.
Orto urbano: si intende un appezzamento di terreno, in territorio urbano, destinato alla produzione di fiori, frutta, ortaggi per i bisogni dell’assegnatario e della sua famiglia.
La cultura della campagna insegna, educa, condivide, forma. E i bambini imparano tanto dai suoi valori storici, economici e sociali, dalle sue tradizioni, dal suo legame con natura, dal rispetto per l’ambiente. Una società sempre più urbana, rischia di perdere i saperi che la campagna italiana ha appreso nel tempo e difeso, per questo è così importante dedicare attenzione alle pratiche contadine anche tra banchi e lavagne. Ed è bellissimo vedere i giardini delle scuole sottrarre all’incuria e vederli fiorire, diventando luogo elettivo per la formazione di bambini e ragazzi.
Allora, ecco in sintesi quali sono gli aspetti educativi che emergono dalla cura di un orto.
1. La socializzazione in questa età è fondamentale e in ambito agricolo si costruisce durante il lavoro comunitario. È fondamentale per gli scolari essere consapevoli che “insieme si costruisce qualcosa”. È un primo esercizio di democrazia; la potremmo chiamare la democrazia dell’orto.
2. La stagionalità è un elemento contrastante rispetto al modello predominante della società consumista del “tutto e subito”. Un orto insegna che i tempi e i modi sono fondamentali nella crescita di un progetto. Il valore della pazienza viene proposto ai ragazzi che, spesso, sono immersi nella fretta e nell’incapacità di attendere.3. Il rispetto dell’ambiente è il valore di riferimento cui si dovrebbe puntare nel lavoro di un orto scolastico. Un obiettivo che si raggiunge con strumenti concreti: la compostiera, gestione biologica dell’orto, il risparmio dell’acqua, il riciclaggio dei rifiuti inorganici, studio della CO2 catturata ed emessa dall’orto, la tutela della biodiversità etc.
4. Il cibo diviene al momento della raccolta il fulcro dell’intero progetto:
• mangiare sano significa tutelare la salute;
• il lavoro e il sudore spesi valorizzano l’alimento a discapito degli sprechi;
• la fame nel mondo, vera vergogna dell’umanità, si combatte con politiche alimentari territoriali.
Francesco Bevilacqua da Terra Nauta
L'orto può costituire infatti, un’alternativa su piccola scala alla grande agricoltura intensiva,
basata su ritmi di coltivazione innaturali, sull’ampio utilizzo di
pesticidi, fitofarmaci, fertilizzanti, strumenti atti a conseguire -
secondo la logica capitalistica della “crescita a ogni costo” - il
massimo rendimento per ettaro in termini di produzione, merce e quindi
guadagno.
È quasi inutile dilungarsi a spiegare le conseguenze negative di queste pratiche: alterazione
dei cicli naturali, inquinamento del suolo e dell’aria, annientamento
della biodiversità, fino ad arrivare alla commercializzazione di
prodotti di qualità scadente, spesso addirittura dannosi per la saluta
di chi li consuma.
Completamente diversa la sensibilità con cui il coltivatore dell’orto svolge il suo lavoro: anzitutto è del tutto assente la ricerca del profitto e dell’ottimizzazione della produzione,
concetti inconciliabili con un approccio sincero ai cicli di produzione
naturali. La cura dell’orto avviene attraverso metodi tradizionali,
frutto dell’antica sapienza contadina, rispondenti a un’esigenza di
semplice sostentamento e autoproduzione e permeati da un profondo amore e
senso di gratitudine nei confronti della terra.
Ma i risvolti
positivi in termini ambientali non si fermano al rifiuto della pratica
intensiva e alla coltivazione di prodotti sani; gli orti urbani
costituiscono un fondamentale polmone verde per le città e
contribuiscono spesso al recupero di aree degradate, sporche e
abbandonate della metropoli. A New York dal 1978 esiste Green Thumb,
un’associazione patrocinata dal Dipartimento dei Parchi che, forte di
600 membri e un mercato di 20.000 persone, ha l’obiettivo di risanare
zone degradate riconvertendole in orti urbani, i quali forniscono
prodotti ortofrutticoli per mercatini biologici comunitari; oltre a
questo, l’esperienza di Green Thumb (letteralmente Pollice Verde)
fornisce spazi sociali per gli anziani, organizza feste per le
comunità di quartiere ed elabora progetti di studio a contatto con la
natura per bambini e ragazzi.
Logo di Green Thumb, un’associazione patrocinata dal Dipartimento dei Parchi di New York che ha l’obiettivo di risanare zone degradate riconvertendole in orti urbani
Insomma, gli orti rappresentano un tentativo da parte della natura di riappropriarsi dei suoi spazi in ambito urbano, degli spot - macchie - grazie ai quali essa ci aiuta a sopravvivere anche in quei luoghi da cui l’abbiamo completamente estromessa.
Sin qui abbiamo parlato del risvolto ambientale
della faccenda, ma la realtà ortiva assume una grande importanza anche
dal punto di vista sociale, o ancora meglio comunitario. Coloro
che si dedicano maggiormente a questa pratica sono gli anziani - il 60%
dei coltivatori degli orti urbani ha fra i 60 e i 70 anni, il 30% ne ha
più di 70. Essi appartengono a una categoria troppo spesso dimenticata,
forse perché - raggiunta una certa età - ha perso quella capacità
produttiva che è oggi l’unica credenziale che permette di contare
qualcosa nella società dei consumi, dove il sapere e l’esperienza non
sono più un valore, tant’è che oggi non si parla più di sapienza ma know how
- letteralmente “sapere come [fare qualcosa]” -, una dote finalizzata
esclusivamente alla produzione. La coltivazione ortiva, ispirata ai
principi dell’agricoltura permanente - la permacultura -, basata sul
rispetto dei ritmi e dei quantitativi naturali e sulla condivisione
delle risorse, non utilizza il know how, quanto piuttosto la vecchia
saggezza contadina dei nostri padri e dei nostri nonni, frutto di una
vita vissuta a contatto, in simbiosi e in osmosi con la natura.
Un ulteriore valore degli orti urbani è quindi quello di costituire un punto di incontro per la comunità,
un impegno fruttuoso per gli anziani che, piuttosto che rinchiudersi in
casa a fissare la TV (non per niente il declino delle esperienze ortive
in Italia comincia dagli anni ’60, in corrispondenza del boom della
televisione), escono nei giardini e nei cortili, parlano fra loro, si
confrontano sui prodotti che coltivano, regalano al vicino il pomodoro
più succoso del loro orto, mettono la loro frutta a disposizione dei
ragazzi del quartiere per educarli a preferire prodotti naturali alle
merendine confezionate piene di conservanti e coloranti. La comunità che
coltiva gli orti costituisce quasi un rallentatore, un tentativo di riequilibrare i ritmi frenetici imposti dalla società moderna,
che - come Tonnies ci insegna - sostituisce le relazioni
meccanicistiche ed estemporanee ai legami sinceri, duraturi e naturali
che animano invece la comunità.
Per concludere questa riflessione, ecco un breve flash sull’effettiva situazione della realtà degli orti urbani in Italia. Molti comuni, da una ventina d’anni a questa parte, stanno riconoscendo il valore di queste esperienze creando strutture apposite e indicendo bandi e concorsi per l’assegnazione e la gestione degli orti cittadini. A Torino, Treviso, Bergamo, Milano, Bologna ma anche in comuni più piccoli come Castenaso, Vedano al Lambro, Orbassano, Savona si stanno moltiplicando le iniziative e i programmi volti a favorire la diffusione di questa pratica.
Ognuno
dà poi particolare rilievo a un aspetto particolare: il comune di
Buccinasco insiste particolarmente sul valore in termini di socializzazione e risoluzione ai problemi di emarginazione di particolari categorie (anziani, invalidi, vedovi e vedove); a Milano si inseriscono gli orti nel progetto di un grande polmone verde, dotato di un percorso ciclabile e un’area boschiva; a Reggio Emilia sono coinvolti anche i giovani, che vengono educati alle pratiche sostenibili di autoproduzione e compostaggio;
a Bologna l’artista Erica Zanetti ha realizzato, in collaborazione con
il Comune, una mostra fotografica per conoscere la realtà cittadina,
forte di più di 100 chilometri quadrati di terreni ortivi.
Il
quadro complessivo appare quindi più che mai incoraggiante: un po’ tutti
stanno cominciando ad accorgersi del piccolo miracolo degli orti
cittadini, in grado di concentrare in 50 metri quadrati opportunità di
decrescita, sostenibilità ambientale, occasioni di socializzazione e
recupero dei valori comunitari.
sabato 31 marzo 2012
GUERRIGLIA PALLET
Il Gasalasco aderisce al
Movimento "GUERRIGLIA PALLET"
che sarà presentato oggi a livello nazionale presso
Fa' la cosa giusta: Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili
All'interno dell'evento dedicato al consumo critico e agli stili di vita sostenibili, tematiche sempre più al centro del dibattito politico, economico e sociale, a livello internazionale.
Il Movimento Guerriglia pallet lanciato da Primo Barzoni Presidente e AD della Palm Spa di Viadana sta trovando consenso nel fertile terreno
dei giovani e del cittadino contemporaneo che vuol essere informato e formato
per contribuire da coproduttore
come protagonista fondamentale della movimentazione di merci e prodotti della
filiera Green Economy a favore e per favorire un nuovo approccio e comunicare per far
percepire una nuova qualità ed una
nuova attenzione oltre che all’economia
al sociale ed all’ambiente.
Ne
testimoniano l’interesse e l’aumentata attesa da parte dei consumatori delle
prime associazioni che hanno
già aderito : Alce nero,Valore Sociale, Acu associazione consumatori,Club delle
mamme, Gasalasco gruppo d’acquisto solidale,oltre ai produttori e
riparatori capitanate dalla Palm Spa, Rodella pallet, Scaroni imballaggi,Gava imballaggi ,Matera
imballaggi.
PERCHE' ADERIAMO?
Con la nostra adesione al movimento contribuiremo a
valorizzare la filiera Bosco - legno consumatore responsabile e
saremo co-creatori ed ispiratori di un orientamento verso una nuova fase in cui
il pallet diventa protagonista
nella Green Economy grazie alla nuova identità e dignità che gli riconosceremo con il “Guerriglia
Pallet ”.
PRESENTAZIONE (Dal sito greenpallet.it)
Forse il termine “Guerriglia” vi può
sembrare un po' troppo forte per i nostri intenti, ma l'abbiamo scelto
per questo: noi “DOBBIAMO” essere forti.
Dobbiamo essere forti e aggressivi contro l'illegalità e l'ignoranza, dobbiamo farci vedere, farci sentire e far parlare di noi.
Ci dobbiamo battere contro un problema reale e ancora sconosciuto. Non dovremmo aver paura di usare questo termine perché è proprio quello che ci serve.
La guerriglia è stata la base per i più importanti movimenti di libertà e di autodeterminazione dei popoli e delle persone.
"Guerriglia" non ha una valenza negativa, se non tra chi porta avanti lo status quo e gli interessi di pochi e conservatori.
Quello che vogliamo portare avanti sono i valori positivi della protesta civile e sociale contro un sistema di cui non si sa nulla e su cui regna la disinformazione.
I nostri obiettivi sono la legalità e la salute dell'uomo gridati con forza e determinazione.
“Le merci fanno girare l’economia, i pallet fanno girare le merci, dunque i pallet fanno girare l’economia. E’ quindi sbagliato pensare che il pallet non incida sull’economia Made in Italy, sulla sostenibilità e sulla salute dell’uomo”.
Il Greenpallet è un attore fondamentale della filiera bosco-legno-consumatore, sia all’interno dei progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa, che le aziende più attente e sensibili stanno sviluppando, sia tra il cittadino consumatore, che “vota” con il suo portafoglio, e con le sue scelte dà valore e dignità ad un prodotto piuttosto che ad un altro. Si pensi che ogni consumatore acquista 4 pallet all’anno, quindi è sbagliato considerarlo come l’ultimo anello della catena di fornitura, al contrario ne è parte attiva (co-produttore).
L’unico modo per contrastare un’economia del pallet che non riconosce il lavoro e la dignità dell’uomo, è mettere l’uomo e i suoi valori al centro del progetto d’impresa, seguendo il motto “l’unione fa la forza e la differenza”.
Per questo il 31 marzo 2012 a “Fa la cosa giusta” nasce il movimento GUERRIGLIA PALLET che coinvolge tutti gli attori della filiera di produzione e consumo sostenibile, promuovendo le 4 R: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. GUERRIGLIA PALLET vuole essere una campagna attiva con lo scopo di sensibilizzare, ispirare ed orientare comportamenti sani, responsabili e legali di tutta la filiera e sapere trasferire questi valori attraverso la comunicazione partecipata tra produttori, utilizzatori e cittadini, che vorranno creare le condizioni più favorevoli per migliorare la qualità della vita delle persone e del pianeta.
L’obiettivo è creare una filiera pallet Made in Italy per favorire una gestione attiva della risorsa legno locale, creare posti di lavoro sia nell’agroselvicoltura che nelle fabbriche dei pallet, agevolare l’integrazione dei giovani e quindi il passaggio generazionale nelle nostre imprese per introdurre un innovativo modello di economia che riesca a guardare oltre la crisi. Guerriglia Pallet nasce per volontà di Palm a livello locale, ma vuole estendersi in modo capillare a livello nazionale.
Per questo motivo Palm SpA, fra i main sponsor a Fa la cosa giusta, ed un gruppo di imprese, produttrici, riparatrici e utilizzatrici di pallet, interessate a promuovere la Green Economy nei prossimi anni, danno vita a il movimento “GUERRIGLIA PALLET”, i cui principi guida saranno parte del manifesto che verrà sottoscritto dai fondatori del movimento.
Verrà realizzata una piattaforma di comunicazione partecipata web 2.0 per interagire a livello nazionale con tutti gli attori della filiera pallet, utilizzatori, cittadini, università, centri di ricerca, giornalisti, blogger, ONG, associazioni di consumatori e associazioni di categoria, giovani designers per creare una rete di design.
Dobbiamo essere forti e aggressivi contro l'illegalità e l'ignoranza, dobbiamo farci vedere, farci sentire e far parlare di noi.
Ci dobbiamo battere contro un problema reale e ancora sconosciuto. Non dovremmo aver paura di usare questo termine perché è proprio quello che ci serve.
La guerriglia è stata la base per i più importanti movimenti di libertà e di autodeterminazione dei popoli e delle persone.
"Guerriglia" non ha una valenza negativa, se non tra chi porta avanti lo status quo e gli interessi di pochi e conservatori.
Quello che vogliamo portare avanti sono i valori positivi della protesta civile e sociale contro un sistema di cui non si sa nulla e su cui regna la disinformazione.
I nostri obiettivi sono la legalità e la salute dell'uomo gridati con forza e determinazione.
“Le merci fanno girare l’economia, i pallet fanno girare le merci, dunque i pallet fanno girare l’economia. E’ quindi sbagliato pensare che il pallet non incida sull’economia Made in Italy, sulla sostenibilità e sulla salute dell’uomo”.
Il Greenpallet è un attore fondamentale della filiera bosco-legno-consumatore, sia all’interno dei progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa, che le aziende più attente e sensibili stanno sviluppando, sia tra il cittadino consumatore, che “vota” con il suo portafoglio, e con le sue scelte dà valore e dignità ad un prodotto piuttosto che ad un altro. Si pensi che ogni consumatore acquista 4 pallet all’anno, quindi è sbagliato considerarlo come l’ultimo anello della catena di fornitura, al contrario ne è parte attiva (co-produttore).
L’unico modo per contrastare un’economia del pallet che non riconosce il lavoro e la dignità dell’uomo, è mettere l’uomo e i suoi valori al centro del progetto d’impresa, seguendo il motto “l’unione fa la forza e la differenza”.
Per questo il 31 marzo 2012 a “Fa la cosa giusta” nasce il movimento GUERRIGLIA PALLET che coinvolge tutti gli attori della filiera di produzione e consumo sostenibile, promuovendo le 4 R: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. GUERRIGLIA PALLET vuole essere una campagna attiva con lo scopo di sensibilizzare, ispirare ed orientare comportamenti sani, responsabili e legali di tutta la filiera e sapere trasferire questi valori attraverso la comunicazione partecipata tra produttori, utilizzatori e cittadini, che vorranno creare le condizioni più favorevoli per migliorare la qualità della vita delle persone e del pianeta.
L’obiettivo è creare una filiera pallet Made in Italy per favorire una gestione attiva della risorsa legno locale, creare posti di lavoro sia nell’agroselvicoltura che nelle fabbriche dei pallet, agevolare l’integrazione dei giovani e quindi il passaggio generazionale nelle nostre imprese per introdurre un innovativo modello di economia che riesca a guardare oltre la crisi. Guerriglia Pallet nasce per volontà di Palm a livello locale, ma vuole estendersi in modo capillare a livello nazionale.
Per questo motivo Palm SpA, fra i main sponsor a Fa la cosa giusta, ed un gruppo di imprese, produttrici, riparatrici e utilizzatrici di pallet, interessate a promuovere la Green Economy nei prossimi anni, danno vita a il movimento “GUERRIGLIA PALLET”, i cui principi guida saranno parte del manifesto che verrà sottoscritto dai fondatori del movimento.
Verrà realizzata una piattaforma di comunicazione partecipata web 2.0 per interagire a livello nazionale con tutti gli attori della filiera pallet, utilizzatori, cittadini, università, centri di ricerca, giornalisti, blogger, ONG, associazioni di consumatori e associazioni di categoria, giovani designers per creare una rete di design.
PROGRAMMA:
“Come educare alla legalità e comunicare per un mondo nuovo. Legalità = equità + creazione di valore condiviso e lavoro per tutti”. Nasce il movimento “GUERRIGLIA PALLET” per promuovere e comunicare il pallet come protagonista nella Green Economy.
Si tratta di un evento interattivo a cui sono chiamati ad intervenire attivamente tutti gli attori della filiera.
Interverranno:
Primo Barzoni – Palm
Franco Fassio- Area R&S Palm
Giuseppe Padovani – Cooperativa “Il Maggiociondolo”
Luciano Rodella – Rodella Pallet
Angelo Scaroni – Scaroni Srl
Claudio Garrone – Federlegno
Andrea Gava – Gava Imballaggi
Nicola Semeraro – Matera Imballaggi
Maria Rosa Cutillo – Valore Sociale
Enza Sorci – Libera Terra
Chiara Righi – Terre di Mezzo
Sara Paraluppi – Campagna Amica
Mauro Meggiolaro – Responsabile scientifico di Score
Letizia Palmisano – Ecofriends
Diego Florian – Segretario Generale Fsc
Gritta Maurizio – Iris Bio
Michele Manelli* –Salcheto
Stefano Stortone - Centro Studi Democrazia Partecipativa
Davide – Controprogetto
Enrico Fontana – Legambiente
Alessandro Pellizzari – Engim Internazionale
Lucio Cavazzoni- Alce Nero&Mielizia
Gianni Cavinato – Acu Associazione consumatori utenti
Andrea Poggio*– Legambiente
Francesco Gai - Mec
Caterina Santori*– Aiab
Loredana Pizzata - Club delle mamme
Luca Guzzabocca – Acquisti e Sostenibilità
*non hanno ancora confermato la loro presenza
Moderano l’evento: Benedetta Gargiulo ed Enrico Milic – Gb Comunicazione
Chiusura lavori: Luca Maria De Nardo – Packaging Observer
“Come educare alla legalità e comunicare per un mondo nuovo. Legalità = equità + creazione di valore condiviso e lavoro per tutti”. Nasce il movimento “GUERRIGLIA PALLET” per promuovere e comunicare il pallet come protagonista nella Green Economy.
Si tratta di un evento interattivo a cui sono chiamati ad intervenire attivamente tutti gli attori della filiera.
Interverranno:
Primo Barzoni – Palm
Franco Fassio- Area R&S Palm
Giuseppe Padovani – Cooperativa “Il Maggiociondolo”
Luciano Rodella – Rodella Pallet
Angelo Scaroni – Scaroni Srl
Claudio Garrone – Federlegno
Andrea Gava – Gava Imballaggi
Nicola Semeraro – Matera Imballaggi
Maria Rosa Cutillo – Valore Sociale
Enza Sorci – Libera Terra
Chiara Righi – Terre di Mezzo
Sara Paraluppi – Campagna Amica
Mauro Meggiolaro – Responsabile scientifico di Score
Letizia Palmisano – Ecofriends
Diego Florian – Segretario Generale Fsc
Gritta Maurizio – Iris Bio
Michele Manelli* –Salcheto
Stefano Stortone - Centro Studi Democrazia Partecipativa
Davide – Controprogetto
Enrico Fontana – Legambiente
Alessandro Pellizzari – Engim Internazionale
Lucio Cavazzoni- Alce Nero&Mielizia
Gianni Cavinato – Acu Associazione consumatori utenti
Andrea Poggio*– Legambiente
Francesco Gai - Mec
Caterina Santori*– Aiab
Loredana Pizzata - Club delle mamme
Luca Guzzabocca – Acquisti e Sostenibilità
*non hanno ancora confermato la loro presenza
Moderano l’evento: Benedetta Gargiulo ed Enrico Milic – Gb Comunicazione
Chiusura lavori: Luca Maria De Nardo – Packaging Observer
CHE COSE' FA LA COSA GIUSTA:
Il Progetto Fa' la Cosa Giusta, che negli anni è cresciuto con una vasta
rete di manifestazioni dedicate ai temi di sostenibilità ambientale e
responsabilità sociale, si propone nei padiglioni espositivi di Fiera
Milano City con un programma ricco e intenso finalizzato alla
divulgazione di conoscenze sulle tematiche dell'economia solidale e una
vasta area espositva in cui dare visibilità a tutti i prodotti
rientranti in questa articolare sezione dell'economia.
Fra le varie sezioni in cui sono divise le proposte merceologiche troveremo un area dedicata alla casa sostenibile, dove informarsi sui temi della bio-edilizia e bio-architettura, ma anche prodotti per la pulizia della casa ecologici, e complementi d'arredo naturali. Collegata a questa sarà l'area dedicata al risparmio energetico. Seguono le aree dedicate ai prodotti alimentari, alla mobilità sostenibile, alla moda critica, al turismo verde e tanti altri spazi specifici in cui cooperative, associazioni ed enti presenti a Fa' la cosa giusta offriranno informazioni e proporranno progetti.
Fra le varie sezioni in cui sono divise le proposte merceologiche troveremo un area dedicata alla casa sostenibile, dove informarsi sui temi della bio-edilizia e bio-architettura, ma anche prodotti per la pulizia della casa ecologici, e complementi d'arredo naturali. Collegata a questa sarà l'area dedicata al risparmio energetico. Seguono le aree dedicate ai prodotti alimentari, alla mobilità sostenibile, alla moda critica, al turismo verde e tanti altri spazi specifici in cui cooperative, associazioni ed enti presenti a Fa' la cosa giusta offriranno informazioni e proporranno progetti.
Settori Merceologici
Centrali di importazione di commercio equo; Botteghe del mondo; Associazioni di rappresentanza; "Empori" del commercio equo; Poduzione o distribuzione di beni equi e/o solidali; Aziende agricole e agriturismi biologici; Presidi Slow food per la biodiversità; Prodotti tipici locali; Educazione alimentare; Risparmio Energetico; Produttori di energie rinnovabili; Realtà che promuovono il risparmio energetico e la mobilità sostenibile (car sharing, mobilità ciclabile, …); Soci dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile; Enti e imprese del turismo associativo e ambientale; Cooperazione sociale; Consorzi cooperativi e singole cooperative di tipo A e B che forniscono prodotti e servizi; Gruppi, associazioni, cooperative e ONG impegnate nella costruzione di una economia di giustizia e di una cultura di pace e solidarietà; Finanza etica, istituti bancari, raccolte di risparmio a scopo sociale/solidale; Progetti di microcredito del Sud del mondo; Programmi di investimento "eticamente orientati"; Assicurazioni solidali; Editoria, case editrici, libri, riviste, siti d'informazione, etc.; Ecoprodotti; Abbigliamento; Arredamento; Edilizia; Prodotti per la bellezza e l'igiene personale; Prodotti per la casa; Autoproduzione, riciclo e riuso; Vestiti, accessori, mobili, oggetti d'arte e altri beni auto-prodotti, a partire da materiali di riciclo o riutilizzati; software libero e Information tecnology; non profit; Associazioni e aziende che promuovo l'open source e servizi di comunicazione solidali (telefonia, internet); enti locali; Parchi e altre istituzioni.
giovedì 29 marzo 2012
NUMERO SOCI
CON SEMPRE MAGGIORE SODDISFAZIONE E RINGRAZIANDO TUTTI COLORO CHE CI STANNO AIUTANDO E PROMUOVENDO SUL TERRITORIO ANNUNCIAMO CHE SIAMO ARRIVATI A 90 FAMIGLIE SOCIE.
mercoledì 21 marzo 2012
LETTERA INVIATA AI SINDACI DELL'OGLIO PO !
Spett.le
Sindaco
Oggetto: Pannolini compostabili
nell'umido
Gentile Sindaco,
Le scriviamo per
informarLa che per le Mamme residenti nel suo Comune da oggi è
possibile acquistare attraverso il nostro gruppo di acquisto solidale
gasalasco
i pannolini compostabili nell'umido della ditta Wip Spa di Prato, con
la quale abbiamo fatto un accordo per ottenere sconti su acquisti
collettivi di loro pannolini.
La ditta Wip è unica nel
suo genere nel Mondo, perchè produce un tipo di pannolino usa e
getta che, invece di essere smaltito nella frazione secca, può
essere utilizzato per il Compost (in allegato Certificazione Consorzio Italiano Compostatori).
Molti Comuni in Italia, a
titolo individuale, stanno incentivando i propri cittadini
nell'utilizzo di questi pannolini per le evidenti ricadute economiche
positive sia sulle proprie casse (perchè il costo di smaltimento
dell'umido è di molto inferiore al secco), sia per il minor impatto
ambientale sul territorio (basti pensare che per ogni bambino da 0 a
3 anni si usano più di 400 kg di pannolini all'anno).
Sicuri che l'iniziativa è
di Interesse Pubblico del Territorio e dei Cittadini che Lei
Amministra, Le chiediamo quanto segue:
- Distribuzione di materiale informativo presso gli Asili Nido Comunali presenti e in altri spazi utili a far conoscere l'iniziativa (Biblioteca, Scuole, Sito internet del Comune)
- Contributo Economico una tantum diretto alle Mamme che aderiranno all'iniziativa
Da parte nostra
pubblicheremo sul nostro Blog e comunicheremo a mezzo stampa le
Risposte e Non Risposte di tutti i Sindaci interpellati (circa 40),
perché riteniamo che non sia più procrastinabile il problema dei
rifiuti e che semplici scelte individuali sia dei Cittadini che dei
Sindaci Comunali, volte alla salvaguardia dell'ambiente in cui
viviamo, debbano essere valorizzate e sostenute.
RingraziandoLa
anticipatamente per l'attenzione che darà a questa iniziativa,
rimaniamo a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti in merito.
Distinti Saluti.
In allegato:
Certificazione CIC
dei pannolini Wip
Articoli dei quotidiani
che parlano dell'iniziativa
Riceveranno la Mail i sindaci dei seguenti Comuni:
POMPONESCO
BOZZOLO
COMMESSAGGIO
GAZZUOLO
MARCARIA
SAN MARTINO DALL'ARGINE
ACQUANEGRA SUL CHIESE
CA' D'ANDREA
CALVATONE
CANNETO S/O
CASALMAGGIORE
CASALROMANO
CASTELDIDONE
CASTELLUCCHIO
CELLA DATI
CINGIA DE' BOTTI
DEROVERE
DOSOLO
DRIZZONA
GUSSOLA
MARTIGNANA DI PO
MOTTA BALUFFI
PIADENA
RIVAROLO DEL RE ED UNITI
RIVAROLO MANTOVANO
SABBIONETA
SAN DANIELE PO
SAN GIOVANNI IN CROCE
SAN MARTINO DEL LAGO
SCANDOLARA RAVARA
SOLAROLO RAINERIO
SPINEDA
TORNATA
TORRICELLA DEL PIZZO
VIADANA
VOLTIDO
Se ne abbiamo dimenticato qualcuno segnalatecelo...
Vi terremo informati sulle Risposte.
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